CANTAUTORE GOOD MUSIC INTERVISTE POP

L’artista pugliese Biancospino, intervistata dalla nostra redazione

Questa mattina la nostra redazione ha intervistato Letizia Vaccariello in arte “Biancospino”, artista eclettica e innovativa.

1 – Redazione) Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?
1 – Biancospino) Ricordo che da piccola mi piaceva imparare le canzoni dei cartoni e film animati per bambini. Una delle mie preferite era “Cuor non dirmi no” del film Anastasia, cantata nella versione italiana da Tosca. Mi faceva star bene cantare, talmente bene che un giorno ho detto ai miei genitori: “voglio diventare una cantante“.

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2 – Redazione) Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.
2 – Biancospino) Ho iniziato a prendere lezioni di canto durante i primi anni del liceo. Il mio primo insegnante è stato Domenico Giannini, qui nella mia Barletta. Le prime esperienze live invece sono cominciate unendomi ai primi gruppi che si formavano tra i banchi di scuola, un po’ improvvisati ma devo dire di essermi molto divertita in quegli anni. Primo progetto con la band April Thirty One, con cui incidemmo tre brani e i cui membri sono, tutt’oggi, amici stretti e quotidiani. Dopo un anno e mezzo ho sentito la necessità di percorrere un’altra via, più personale. Sono entrata così a far parte del progetto CUPOLA PRODUZIONI, che ha sede a Foggia, ed è guidato da Gianni Colonna e Luigi Caruso De Gennaro. Si tratta di un innovativo progetto imprenditoriale nel settore dell’Artist Development, un ambito professionale molto sviluppato nei paesi anglosassoni, ma ancora poco diffuso in Italia. In sintesi, la Cupola è una Music Factory che si occupa di offrire agli artisti una formazione personalizzata e completa nel campo musicale. Nel settembre del 2012 sono entrata a farne parte anche io. Sono circondata da tanti artisti, ognuno con un talento proprio, personale e provenienti da diverse zone dell’Italia fino ad arrivare addirittura in Sicilia. Per chi fosse curioso, tra i tanti artisti che ne fanno parte, posso citare gli iWolf, concorrenti quest’anno di The Voice of Italy e membri del team Pezzali. Li vedremo in diretta ai Live di maggio ed io sono felicissima! Parallelamente, frequento lezioni di chitarra col mio maestro Gianni Colonna e dall’estate 2015 ho intrapreso un percorso di studi della tecnica vocale con Maria Pia Pizzolla, che mi sta portando a scoprire l’immenso universo Voce.

3 – Redazione) Raggiungere un proprio stile e identità, quanto è importante per un musicista?
3 – Biancospino) Direi importantissimo e credo si possa raggiungere nel modo più semplice e antico possibile: essendo se stessi. Le canzoni che cantiamo ancora oggi, gli evergreen, sono quelle vere, in cui si immedesimiamo, ci riconosciamo, molto spesso pur non avendo vissuto la stessa esperienza cantata. Il filo conduttore è la verità e la verità fa e farà sempre proseliti. Quindi penso che non serva preoccuparsi di “come apparire” artisti veri, perché spesso, citando Caparezza, “gli artisti veri sono veri come i muppets“.

leti14 – Redazione) Quali sono i tuoi punti di riferimento (cantanti o band a cui si ispira)?
4 – Biancospino) Sono cresciuta ascoltando a ripetizione i cd di Mango, perché mia madre lo ascoltava sempre quando stirava. Tra gli artisti che mi piacciono molto ci sono gli Afterhours, Baustelle, Ramones, Clash, Carmen Consoli, Battiato, Lady Gaga, Slipknot, Marilyn Manson, Battisti, Mina, Mannarino, Superzoo e tanti altri. Credo sia essenziale per chi sceglie di fare questo mestiere l’essere curioso: “il vero maestro è l’allievo di tutti”.

5 – Redazione) Cos’è la musica per te?
5 – Biancospino) La musica per me è guarigione, è cura. Non allieva il sintomo ma aggiusta la causa.

6 – Redazione) Cosa provi quando canti?
6 – Biancospino) Provo tutto quello che non riesco a dire. Nonostante sia una logorroica, mi risulta più complicato parlare delle mie emozioni. Quando canto invece diventa tutto più semplice, soprattutto quando canto le mie canzoni. Da qui è nata la necessità di scrivere. L’amore per la scrittura me lo ha trasmesso mio padre. Quando ero piccola lui scriveva sempre brevi poesie o quando partiva per lavoro ne inviava col telefono a mia madre. Tuttora ogni tanto si presenta a casa con qualche bigliettino. L’ultima volta mi disse “ho scritto questo pensiero, chissà possa servirti per una canzone“. Ecco, quando canto provo l’amore che mio padre prova per me ed io non so spiegare.

7 – Redazione) Quanto conta per te il testo di una canzone rispetto alla musica?
7 – Biancospino) Grazie allo studio che sto facendo nel progetto Cupola Produzioni, ho capito che entrambi gli aspetti sono importantissimi! Bisogna far sì che la melodia sia giusta e forte in ogni sua parte, strofe, pre-chorus, ritornelli, special, contrasti, aperture, chiusure, ganci. Tutto deve essere fatto nel modo giusto e inserito nel punto giusto. Accontentarsi di qualcosa che in un punto suona bene è “accontentarsi” appunto. Il testo (per me che invece ero abituata ad ascoltare solo questo di una canzone) è altrettanto importante e, richiede, un lavoro mirato. Sillabe, accenti, metrica, tutto deve combaciare nel modo giusto con la melodia. Le modalità di scrittura sono svariate e ognuno può utilizzare quella più consona al suo modo di esprimersi. Io personalmente credo nel detto “parla come mangi“. Nelle mie canzoni parlo di me stessa, delle esperienze, del mio modo di vivere e percepire le cose. Non bisogna mentire. “Tutte le mie vergogne“, da cui è tratto il mio primo videoclip, parla del rapporto col mio corpo e di come negli anni mi sia spesso sentita “stretta“, fuori posto, fin quando non ho capito che l’unico modo per sentirsi se stessi e stare bene è semplicemente amarsi. Alla fine del viaggio non rimborsa nessuno, quindi amati ora.

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8 – Redazione) Tra le tue esperienze e partecipazioni, quali ricordi con soddisfazione?
8 – Biancospino) Ho partecipato per la prima volta alle selezione di Area Sanremo nel 2014, rientrando nei 40 finalisti. E’ stata una bella soddisfazione, una prima conferma che la strada da percorrere era quella giusta. Come secondo brano portai proprio “Tutte le mie vergogne” e fu bello quando Mogol, presente in giuria, mi disse “tu fai quello che io dico di fare ai miei allievi, dire la verità nuda e cruda. Brava!“. Ora sono a lavoro per presentarmi quest’anno alle prossime selezioni insieme agli altri artisti della Cupola. La soddisfazione più grande resta però quella del live, dei live che ho fatto e che farò e sapere che ho incontrato persone meravigliose, che tuttora mi sostengono e mi seguono sulla pagina Biancospino, quelle che si sono emozionate ascoltandomi e che con una stretta di mano, un abbraccio mi hanno detto “grazie“. Che meraviglia è?

9 – Redazione) Cosa ne pensano i tuoi amici e familiari della tua scelta di intraprendere questa strada?
9 – Biancospino) Inizialmente i miei genitori erano resti ma io sono “capa tosta”, come dice mia madre e quindi mi hanno lasciata fare. Oggi mi sostengono perché mi vedono felice e credo sia questo che un genitore debba fare: gioire della felicità dei propri figli, per quanto cape toste questi possano essere! I miei amici mi sostengono, anzi, a volte mi vedono più forte e brava di quanto io non creda. Sono fortunata.

10 – Redazione) Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione?
10 – Biancospino) Il mio obiettivo è già scritto nel mio nome. Il 24 novembre del 2012 ho scelto di chiamarmi Biancospino. Mi piaceva l’idea di questi due opposti, la purezza e le spine, che si incontrano e convivono. Poi ho scoperto che il biancospino viene utilizzato in medicina per curare l’apparato cardiovascolare e non solo. Il mio obiettivo era già scritto nel mio nome: curare il cuore, il mio cuore e quello di chi mi ascolta, con la mia musica.

 

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